tradimenti
L'avvocato del condomino pt 3
Marciotto
21.05.2026 |
1.159 |
3
"Le tolsi il reggiseno e la gettai sul letto; le aprii le cosce e iniziai a leccarle la figa, succhiandole il clitoride e penetrandola poi con le dita..."
Dopo il nostro primo, clandestino incontro sul divano, pensavo che la passione tra me e Valentina — l'affascinante avvocatessa del sesto piano — potesse restare un segreto confinato tra le sue mura. Mi sbagliavo.
Approfittando di una mattina libera, sono salito di nuovo da lei, ma la mia sconsiderata prudenza non è bastata: Luca, il giovane vicino dell'interno accanto, mi ha ripreso con lo spioncino digitale. Il prezzo del suo silenzio per non distruggere il mio matrimonio al quarto piano? Entrare nel gioco. Messa alle strette e stranamente eccitata dal brivido del ricatto, Valentina lo ha fatto accomodare, trasformando la paura in una perversione travolgente.
Nel suo letto matrimoniale abbiamo consumato un rapporto a tre ad altissima tensione, in cui Valentina si è concessa a entrambi senza riserve, posseduta contemporaneamente in un'estasi di lussuria primordiale che ha azzerato ogni tabù. Dopo aver toccato il culmine insieme, Luca ha mantenuto la parola cancellando il video davanti ai nostri occhi, siglando un patto di segretezza assoluto.
Sono tornato a casa da mia moglie con il respiro ancora corto, la pelle che bruciava e una certezza assoluta: le riunioni di condominio, d'ora in poi, non sarebbero più state le stesse... e non solo quelle.
Per un paio di settimane tutto tornò alla normalità. Sia con Valentina che con Luca ci scambiavamo solo saluti di circostanza, come se nulla fosse mai successo. Ebbi la sensazione che tra i due fosse nata una storia, ma per il momento era solo un'impressione.
Un sabato mattina, mia moglie decise di passare il weekend al mare dai miei suoceri; io, dovendo lavorare, rimasi in città con l'accordo di raggiungerla la domenica mattina. Dopo aver lavorato per tutta la mattinata, tornai a casa per l'ora di pranzo. Erano le 13:00 e non ebbi nemmeno il tempo di togliermi la giacca che sentii bussare alla porta.
Era Luca, con un sorriso a trentadue denti. Mi disse: «Valentina ci aspetta sopra».
Non me lo feci ripetere due volte: chiusi la porta e salii con lui al sesto piano. La porta dell'appartamento era socchiusa. Entrammo, e la visione di Valentina mi fece immediatamente indurire il cazzo: scarpe a spillo, collant neri velati fino alle cosce, guêpière, mini slip di pizzo nero trasparente e una minigonna di pelle cortissima, all'altezza della figa. Completavano il quadro il reggiseno a balconcino, i capelli lunghi che le ricadevano sul collo e l'intenso profumo di *The One* che si percepiva fin da lontano. Era seduta su una sedia al contrario, in stile Lili Marleen, e la cavalcava tenendo le cosce spalancate.
Ci recammo immediatamente da lei, lasciando Luca immobile a contemplarla. Mi posizionai dietro di lei e iniziai a baciare il suo collo con la punta della lingua, muovendomi su e giù, dalle orecchie fino alle scapole. Lei si alzò e chiamò Luca davanti a sé: baciò prima lui e poi me, a turno. Subito dopo ci confessò di avere un desiderio: voleva che io e Luca ci baciassimo.
Ci guardammo. Nessuno dei due aveva mai baciato un uomo prima di allora, ma eravamo talmente eccitati e presi dal momento che accettammo. Ci baciammo con la lingua, con lei in mezzo a noi. Mentre baciavo Luca, toccavo e sditalinavo la figa di Valentina, mentre lui prendeva il mio cazzo e lo posizionava vicino all'ano di lei. Capii in quel momento che Luca era aperto a qualsiasi tipo di esperienza. Valentina introdusse la sua lingua tra le nostre: eravamo un fuoco unico.
Ci spostammo nella stanza da letto. Valentina aveva preparato di tutto: corde, bende, strapon, sex toy e dildo. Le tolsi il reggiseno e la gettai sul letto; le aprii le cosce e iniziai a leccarle la figa, succhiandole il clitoride e penetrandola poi con le dita. Godeva come una ninfomane, mentre nel frattempo Luca le offriva il cazzo da succhiare.
Questa fase durò per almeno dieci metri, poi iniziai a penetrarla mentre lei faceva un accurato *rimming* a Luca. A quel punto compresi le reali intenzioni di Valentina: fece mettere Luca a novanta, indossò uno strapon e lo penetrò, chiedendo a sua volta di essere penetrata da me. Per stimolare Luca mentre lo possedeva, Valentina lo masturbava, mentre io, afferrandola per i fianchi, la penetravo analmente.
I nostri gemiti erano violenti. Luca, sotto la spinta di Valentina e indirettamente mia, ebbe un violento orgasmo anale con una conseguente, potente sborrata. Anche Valentina raggiunse un culmine travolgente e io, poco dopo, la tirai per i capelli, le presi il viso e le sborrai in gola, quasi affogandola per la foga. Poi, con la mia sborra ancora in bocca, lei baciò Luca, che ne ingoiò una parte.
Alla fine ci buttammo esausti sul letto, continuando a baciarci. Non ancora contento, ricominciai a leccarle la figa fino a farla squirtare.
Dopo circa due ore, una telefonata interruppe il nostro idillio: era mia moglie che mi chiedeva come stavo. Assalito dai sensi di colpa, le dissi che andava tutto bene e che l'avrei raggiunta in serata stessa. Valentina e Luca mi guardarono e mi salutarono con un cenno. Li baciai sulla bocca entrambi, con la certezza assoluta che quello era solo l'inizio di tante altre porcate...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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